CHIESA_MORTI.JPG (100841 byte)  Chiesa dei Morti

La Chiesa SS. Sacramento (Chiesa dei Morti)

La Chiesa dei Morti, attualmente intitolata al SS. Sacramento, ha una storia strettamente connessa con il nascere ed il crescere della nostra cittadina. Sorge, infatti, nel luogo ove era situata l'antica Chiesa di Santa Maria de' Rivonigro, cuore del primitivo nucleo abitato scomparso nella prima metà del 1300.

Intorno ad essa si riuniscono nel 1500 i ripopolatori albanesi di Rionero, esercitandovi il loro culto di rito greco fino al 1627, quando Diodato Scaglia, Vescovo di Melfi, li piega alla osservanza di quello latino.

Ad una sola navata, restaurata nel 1666, viene elevata ad Arcipretura di San marco Evangelista, patrono della Valle di Vitalba, fino al 1700, anno in cui il titolo passa alla Chiesa Madre di nuova costruzione.

Viene così affidata alla Confraternita dei Morti, sorta anch'essa sotto la protezione di san Marco, i cui confratelli provvedono a restaurarla nel 1735 dotandola, tra l'altro, di un pregevole quadro raffigurante la Madonna del Purgatorio o, secondo altri, la Madonna del Carmine.

Nella Santa visita del 1752, l'unico altare della Chiesa è dedicato a S. M del Monte Carmelo, alla quale, nel 1763, è intestata anche la chiesa. Tale titolo rimane fino al 1774, quando viene elevata a parrocchia con il titolo Monte dei Morti.

Nel 1794 la chiesa viene ingrandita con una nuova navata e nel 1826 la confraternita la dota di un campanile a base quadrata, sostituendolo a quello più piccolo già esistente.

Il terremoto del 1851 provoca il crollo della navata del Sacramento, così che per consentire i lavori di restauro viene costruita una baracca nel largo antistante la chiesa dove vengono amministrati i Sacramenti.

Riaperta al culto il 6 agosto 1853, grazie alle fatiche del parroco Lucio D'Andrea, viene completata nell'agosto del 1857.

Intanto all'unico altare si sono aggiunti quelli del SS.Sacramento, dell'Immacolata. dell'Addolorata, di San Francesco da Paola; nel 1879 si costruisce quello del SS. Crocifisso su cui viene posto il grosso Crocifisso comprato l'anno prima.

restaurata ancora nel 1904, tredici anni dopo il Vescovo Alberto Costa la consacra solennemente al Santissimo Sacramento facendovi apporre al riguardo una lapide. Molte altre lapidi ci sono nella chiesa ed in una di esse c'è la ricostruzione della storia della chiesa stessa.

Negli ultimi anni, grazie anche all'interessamento di p. Carlo Palestina, la chiesa è stata più volte restaurata ed abbellita con un mosaico sul frontone della facciata.

Il terremoto del 1980 non ha risparmiato danni alla Chiesa, ma ora è stata ulteriormente ristrutturata e consolidata.


 

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