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Basta scorrere una pianta altimetrica della Basilicata per costatare che il 92% della superficie regionale è composta da colline e montagne attraversate da cinque fiumi e costellate da dodici laghi più dighe e bacini artificiali.
Un habitat ideale dove da millenni alligna una ricca e composita flora alpina e mediterranea: il faggio, il castagno, l'acero, il leccio, il pino loricato, l'abete bianco, il carpino, la quercia e con l'aggiunta dei recenti rimboschimenti, il pino marittimo, il cedro, il cipresso.
Un'ininterrotta sequenza di boschi, di una inimmaginabile maestosità e bellezza che rappresenta la zona ideale per la cospicua raccolta dei funghi e la ricerca dei tartufi: due superbe delizie per il palato del buongustaio.
Nella zona del Vulture, strettamente intesa, non ci sono tartufi, o quanto meno non si cercano, ma quel che è certo che una zona ricca di funghi come il Vulture difficilmente si trova da altre parti
Non ci resta che elencarli: Prugnolo - Ordinario - Porcino - Cardoncello - Prataiolo - Natalino - Pennella - Ovolo - Lattario - Russola - Gallinaccio.
Soddisfatta la domanda per il consumo fresco, la maggiore quantità dei funghi spontanei viene conservata sottolio in vasi di diverse misure mentre la parte restante è essiccata.
A seguito del successo commerciale dei funghi sottolio sono state attivate da pochi anni consistenti produzioni di funghi coltivati.
Mangiare dei Cardoncelli "originali", nei ristoranti di Rionero è una cosa da provare!
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