Statua di Afrodite (Biblioteca G. Fortunato).

La Storia

" E’ interessante conoscere la storia del proprio paese, viverne i momenti essenziali, cercare di capirli e farli propri; è, soprattutto, entusiasmante ricostruirla, sulla base di notizie e documenti, già noti o ritrovati, e parteciparla agli altri, per contribuire allo studio e alla conoscenza del costume, dell’ambiente, delle aspirazioni che hanno segnato la vita dei nostri avi.

Considerazioni necessarie per comprendere il presente e pensare al futuro.

Mi sono sentito ripetere spesso che il nostro "è un paese che non ha storia", solo perché quando i benedettini di Venosa costruivano la Trinità con gli avanzi dei templi dell’antica colonia romana, patria di Orazio, o quando Ruggero faceva costruire la torre campanaria della Cattedrale di Melfi, dimora di Normanni e, poi, di Svevi ed Angioini, Rivonigro, come allora si chiamava, era soltanto un povero ed umile casale, posseduto dal Vescovo di Rapolla, nel modo documentatoci da Giustino Fortunato nel libro "Rionero Medioevale".

Ma siamo tutti d’accordo, la storia non è fatta soltanto di principi e di imperatori; accanto a questi pochi c’è sempre stata la maggioranza degli uomini che ha fatto della tranquillità economica e morale personale, familiare e comunitaria lo scopo dell’esistenza.

In questa luce, ecco venir fuori la storia della gente rionerese, che, in ogni tempo, dalla rinascita del casale con le immigrazioni albanesi, al suo ingrandirsi con la venuta di "gente di diverse nazioni", ha mostrato operosità tenace e fermenti culturali non secondi a quelli dei centri più sviluppati del resto della penisola." 

(da Rionero di F. L. PIETRAFESA)

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